Una ragazza ieri mi ha invitato ad ascoltare "Il senso di ogni cosa" di Fabrizio Moro: così il verso di quest'altra canzone – che ho messo nel titolo – mi è tornato in mente. Già, si può essere persone che come il sale danno sapore ad ogni gesto e parola, anche quelle dette per scherzare, oppure persone che sottraggono senso agli incontri, capaci solo di rubare la gioia degli altri, per invidia o per stupidità, che in fondo sono più simili di quello che sembra. Da quando da adolescente un giorno, leggendo il Vangelo quasi di nascosto, chiuso in camera mia, ho scoperto che quelle parole erano più vere delle colline e del mare, dei milli libri che amavo e dei sogni che altri mi facevano sognare, una cosa è irrimediabilmente sparita: la noia. Non ho più conosciuto un briciolo di noia, lì dove fino alla settimana prima spesso annegavo, in tanti pomeriggi lenti di compiti scolastici, tv e merende. Tutto aveva improvvisamente, incredibilmente, senso. L'allegria come la tri...
È un verso di una canzone pop di quest'anno. Mi piace alla fine di questa sera riprendere questo blog e lasciare l'eco di una parola, perché ogni parola vera è sempre l'eco di una Parola altra, di una Parola alta. Seminiamo parole senza sapere che sono lame o carezze o talvolta entrambe le cose insieme. Ogni incontro è ascolto di un volto che è un appello a cercare più in là, più in profondità, più in alto, più al largo... Da quel giorno in cui ci siamo illusi - prendendo la mela sull'albero del Paradiso - che la vita si potesse afferrare, continuiamo a prendere cose e persone pensando che ci diano risposte alla nostra infinita sete d'amore. Ogni incontro è un'altra domanda, e tu Signore questa sera, questa notte, ci chiedi ancora di fidarci di te, e di distendere le mani, il cuore, il pensiero ed i timori. Ora è tempo di abbandonarsi con fiducia alla tua santa e dolce volontà, domani - domani! - sarà il tempo di continuare l'avventura della vita, quella c...
Così scrive don Luigi Verdi per questa domenica: "Siamo in attesa di riabbracciarci, di riprendere a vivere. In attesa, come le donne del vangelo di oggi; quelle donne sagge, in attesa di ciò che sta per venire, ma anche con la pazienza verso ciò che non sai quando verrà. La pazienza è la capacità di sostenere il tempo, di perseverare, di sostenere gli sguardi verso l’orizzonte, le lacrime e le vite strozzate. Chiediamo di essere creature dell’attesa, che non si piegano, che non si addormentano, che non infrangono mai la speranza." Mi piace tanto questa speranza bambina, questo intreccio tra il tempo ed il sorriso, queste lampade accese nel buio della notte, con dentro il profumo delle nozze. Lo sposo sta per venire, non ve ne accorgete? Le doglie del cuore sono l'inizio del parto di un uomo nuovo che non ha più paura, la notte più fonda è solo il momento più vicino all'aurora. Buona domenica alla mia comunità
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