Una ragazza ieri mi ha invitato ad ascoltare "Il senso di ogni cosa" di Fabrizio Moro: così il verso di quest'altra canzone – che ho messo nel titolo – mi è tornato in mente. Già, si può essere persone che come il sale danno sapore ad ogni gesto e parola, anche quelle dette per scherzare, oppure persone che sottraggono senso agli incontri, capaci solo di rubare la gioia degli altri, per invidia o per stupidità, che in fondo sono più simili di quello che sembra. Da quando da adolescente un giorno, leggendo il Vangelo quasi di nascosto, chiuso in camera mia, ho scoperto che quelle parole erano più vere delle colline e del mare, dei milli libri che amavo e dei sogni che altri mi facevano sognare, una cosa è irrimediabilmente sparita: la noia. Non ho più conosciuto un briciolo di noia, lì dove fino alla settimana prima spesso annegavo, in tanti pomeriggi lenti di compiti scolastici, tv e merende. Tutto aveva improvvisamente, incredibilmente, senso. L'allegria come la tri...
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